Parlando di "Autostima"
di Chiara Svegliado

autostima

Lavoro spesso con i miei clienti nell’area dell’autostima e molti di loro mi riportano pensieri negativi riguardo a se stessi come ad esempio: “non valgo niente”, “sono un incapace”, “non sono abbastanza bravo”, “gli altri sono migliori di me”; molti di loro si disprezzano e si sentono in qualche modo in colpa.

Questo genere di pensieri ha un impatto enorme sulla nostra immagine mentale e sulla sfera emotiva, perché quando la nostra mente produce pensieri negativi, ne risente il nostro equilibrio emozionale e perdiamo la capacità di goderci la vita.

Spesso la mancanza di autostima associata alla critica, al senso di colpa e alla paura, è la causa fondamentale della maggior parte dei problemi emotivi.

Ma allora, che cos’è questa autostima di cui tanto si parla? Che cosa significa essere dotati di autostima?

Se osserviamo le persone che hanno una forte autostima, hanno un aspetto peculiare in comune: hanno una percezione positiva del proprio valore, nutrono opinioni positive riguardo alla propria personalità, e spesso perseguono i propri obiettivi con determinazione e passione.

Viceversa, non si può dire di possedere un’immagine adeguata di se stessi se si è pieni di reticenze, di dubbi e paure ogni volta che si presenta una difficoltà o se l’opinione che abbiamo di noi vacilla ogni volta che ci si paragona agli altri. Una vita trascorsa a giudicare se stessi in base al confronto con gli altri, sarà solo causa di frustrazione perché troveremo sempre qualcuno che è migliore di noi in qualche aspetto e questo ci porterà ad un punto morto. Chi è dotato di autostima, si sente sicuro e soddisfatto, non sente mai la necessità né di paragonarsi agli altri, né di umiliare e criticare se stesso o qualcun’altro.

Spesso una scarsa autostima dipende dalle esperienze che risalgono alla giovane età, da una cattiva educazione ricevuta durante l’infanzia dai genitori, a scuola dagli insegnanti, o da adulti che hanno rappresentato l’autorità e che non hanno riconosciuto il nostro valore. 

E’ il caso ad esempio di un mio cliente, Stefano, un giovane di 28 anni, che decise di chiedere un intervento di counselling perché da sempre era soggetto a frequenti esplosioni di rabbia che compromettevano le sue relazioni sia private che in ambito lavorativo, al punto da essere stato sospeso sul lavoro, dopo una sua reazione esagerata nei confronti di un collega. Sin dal primo incontro ho aiutato Stefano a comprendere che la sua rabbia era collegata ad un problema di bassa autostima, di profondo vuoto interiore e di carenza affettiva. Era come se dietro ad ogni reazione collerica si nascondesse un suo bisogno disperato di esprimere la sua sofferenza e il suo desiderio profondo e fondamentale di sentirsi considerato e rispettato dagli altri. In effetti Stefano, pur essendo un ragazzo dalle grandi qualità e un professionista nel suo campo, era cresciuto con due genitori che avevano costantemente abusato di lui sia fisicamente che verbalmente, criticandolo e punendolo severamente ogni volta che non rispondeva alle loro aspettative.

Un altro caso esemplificativo è invece quello di Alberto, 37 anni, il cui problema era quello di sentirsi sempre sbagliato e inadeguato, perché da bambino si era sempre sentito dire: “sei un bimbo cattivo”, così lui nel tempo aveva introiettato a tal punto quel messaggio da convincersi di essere cattivo anche in età adulta, al punto che si auto puniva continuamente, provocandosi incidenti, ammalandosi o facendo sempre scelte autodistruttive.

Perciò, una volta che si è diventati consapevoli dei messaggi ricevuti in passato, è necessario riflettere e chiedersi:

  • dove ho imparato a credere di valere meno degli altri?  L’ho imparato da un genitore, da un insegnante, da un familiare?
  • E’ poi necessario utilizzare la capacità critica propria dell’adulto per valutare se effettivamente fosse corretta quella valutazione che era stata fatta di noi: che opinione ho oggi, io che sono adulto, di quella persona? Quanto equilibrata, saggia, felice e soddisfatta era di se stessa?

Un altro motivo per cui spesso le persone lottano con una bassa autostima è la mancanza di obiettivi e di valori chiari e definiti.

Quando la nostra autostima è scarsa, siamo facilmente condizionabili e spesso il nostro giudizio su come dovremmo comportarci, su ciò che ci piace e che vorremo o non vorremmo fare, dipende non da quello di cui siamo convinti ma dalle opinioni di chi ci sta attorno (genitori, colleghi, partner, amici).

E’ il caso ad esempio di Anna, 34 anni, che costretta dal marito a non lavorare, veniva trattata con così poco rispetto che lei non aveva nemmeno il coraggio di esprimere le sue opinioni o di affermare le sue esigenze. Uno schema comportamentale, questo, che metteva in atto con chiunque le stesse attorno, anche con gli amici più intimi, e  che aveva appreso nella famiglia d’origine. L’intervento di counselling con Anna è consistito nel farle prendere consapevolezza del fatto che ognuno di noi è dotato delle capacità che ci consentono di realizzare la vita che desideriamo, si tratta di decidere dove vogliamo andare, chi vogliamo essere, cosa vogliamo realizzare.  Abbiamo così definito insieme i suoi valori più autentici, i suoi nuovi obiettivi e abbiamo lavorato sulla nuova immagine di sé che voleva realizzare.

E’ indispensabile in questi casi programmare esattamente gli obiettivi e ciò va fatto in uno stato di calma assoluta, in uno stato di rilassamento che ci permette di vedere chiaramente l’obiettivo e di percepire nel profondo il grande desiderio di raggiungerlo. Ho aiutato Anna a vedere la sua nuova immagine di sé e i suoi obiettivi come se si fossero già realizzati, dopo averglieli fatti immaginare intensamente. L’immaginazione, infatti, una facoltà dell’inconscio che noi tutti possediamo, ha potere creativo e determina vere e proprie modificazioni, creando la realtà che si desidera.

Si tratta di programmare i propri obiettivi con precisione e di conoscere le metodiche corrette per raggiungerli, sia che si tratti di obiettivi nella sfera lavorativa, o in quella affettiva, o della vita in generale. Per fare questo, è sempre importante chiedersi:

  • che tipo di futuro immagino per me stesso?
  • Che genere di personalità cerco di sviluppare?
  • Cosa voglio realizzare nella mia vita?

Dipingendo nella propria mente la visione della propria vita con quanti più dettagli possibili, quel dipinto diventa nel tempo realtà, in quanto la nostra mente subconscia accetta tutto ciò a cui decidiamo di credere.  Continuando a immaginare i nostri obiettivi chiari e definiti come se fossero già realizzati è necessario perseguirli poi a tutti i costi. Allora ogni istante, la realtà della nostra vita, prende forma gradualmente conforme all’immagine che abbiamo creato nella nostra mente.

Come esseri umani siamo dotati di infinite possibilità di scelta perché abbiamo un potenziale illimitato, per cui, già nel momento in cui pensiamo di poter fare una determinata cosa, abbiamo già compiuto un passo verso la sua realizzazione. Viceversa, i pensieri pessimistici riguardo a se stessi e  alle proprie capacità prendono anche essi forma nella realtà, così come essi sono, auto limitandoci.

Tutti gli individui eccezionali, che hanno avuto grande successo nella loro vita e che hanno raggiunto la felicità interiore, hanno sviluppato la loro straordinaria individualità, non abbattendosi di fronte alle difficoltà, ma rialzandosi ogni volta che cadevano per perseguire i propri obiettivi e imparando anche dagli altri, da quelle persone che ritenevano dei riferimenti importanti. Questo è un motivo per leggere le loro biografie per trarne spunto.

Ma che cosa significa sviluppare la propria individualità e che cosa ha a che fare con l’autostima?

L’individualità è un tesoro esclusivo che ognuno di noi possiede. Ognuno di noi ha la sua personalità, la sua identità caratteristica, i suoi talenti e le sue attitudini specifiche. Nessuno di noi è uguale a un altro. Alcune persone sono logiche, razionali, altre sono intuitive, alcuni sono scienziati, altri umanisti, alcuni atleti, altri intellettuali, alcuni sono esuberanti, altri timidi, alcuni loquaci, altri taciturni, alcuni metodici, altri disordinati, alcuni impulsivi, altri prudenti.

Rafforzare la propria autostima, significa alla fine realizzare pienamente se stessi sviluppando il più possibile la propria individualità, i propri talenti e la propria personalità. Ma la vera individualità non fiorisce mai senza un duro lavoro. Noi siamo in continuo cambiamento. Se ci limitiamo a decidere passivamente: “io sono un tipo taciturno quindi per tutta la vita mi limiterò a parlare poco”, non saremo capaci di sviluppare il nostro vero potenziale individuale.

E’ il caso di Giovanna, 25 anni, che nonostante avesse preso questa decisione, si sentiva così a disagio quando usciva in compagnia con gli amici o quando qualcuno che conosceva le rivolgeva qualche domanda, da chiudersi in casa a studiare, evitando qualsiasi tipo di amicizia e di relazione sociale. Questa sua scelta era diventata però un prezzo così alto da pagare che decise di chiedere aiuto. Il nostro lavoro insieme consistette nel definire un nuovo obiettivo, quello di sfidarsi a diventare una persona, che sebbene tranquilla e riservata per natura, al momento giusto riusciva comunque a dire chiaramente quello che pensava, esprimendo apertamente le proprie opinioni. Dopo aver lavorato sulle cause che avevano originato tale timidezza, dovute a traumi che si erano impressi a livello inconscio, le ho insegnato a controllare le sue emozioni per poter affrontare con calma e con tranquillità qualsiasi persona e le ho insegnato delle tecniche di comunicazione assertiva per poter esprimere liberamente le proprie opinioni con chiunque.

Ognuno di noi è diverso ma siamo tutti uguali nel possedere un potenziale enorme. Se ci applichiamo possiamo ottenere tutto quello che vogliamo, la cosa peggiore è perdere la fiducia in se stessi limitando le proprie potenzialità. Per quanto le cose possano sembrare difficili, è utile pensare che se possono farlo gli altri allora possiamo riuscirci anche noi, purchè siamo decisi a sfidare i nostri attuali limiti.

L’ autostima è quindi la capacità di far funzionare bene la propria mente, il che significa, saper controllare i propri stati d’animo, gestendo quindi al meglio le emozioni cosiddette negative, le convinzioni limitanti e i comportamenti distruttivi. E’ questione quindi di avere la giusta prospettiva e il giusto atteggiamento mentale.

Solo quando ci stimiamo e ci rispettiamo riusciamo ad attingere alle nostre risorse interiori per affrontare la vita con efficacia. Quando abbiamo opinioni positive riguardo a noi stessi, siamo felici e soddisfatti dei nostri successi, è possibile lavorare con calma e con serenità su quegli aspetti della nostra personalità che non ci piacciono.

E’ importante ricordare infatti, che nessuno di noi ha soltanto difetti o soltanto meriti. Tutti noi abbiamo un po’ di entrambi. Quindi, ci dovremmo sforzare di sviluppare e perfezionare i nostri lati positivi. Per fare questo è necessario credere in se stessi e man mano che si perseguono con determinazione gli obiettivi che si sono scelti, la fiducia in se stessi aumenta, ma essa è frutto di sforzo e duro lavoro. 

Soltanto coloro che stabiliscono degli obiettivi e si impegnano a realizzarli con i propri ritmi e le proprie modalità, e soltanto coloro che continuano a tentare, per quante volte possano aver fallito, riescono a sviluppare un’incredibile fiducia in se stessi. La fiducia in se stessi va di pari passo con la forza di volontà.

IL RESULT ORIENTED COUNSELLING E L’AUTOSTIMA

Il counsellor aiuta il cliente che ha una scarsa autostima utilizzando metodi molto efficaci e che lavorano a un livello profondo. Lo scopo è di portare il cliente alla riscoperta del proprio valore rimuovendo contestualmente quegli schemi inconsci che influenzano negativamente la sua vita. Attraverso un percorso di conoscenza e di auto consapevolezza counsellor e cliente affrontano insieme questi punti:

  • Che opinione hai di te stesso?
  • Stai dalla tua parte o sei il peggior nemico di te stesso?
  • Quando osservi quanto hai fatto fino ad oggi nella tua vita sei fiero o sei colmo di disperazione e di sensi di colpa?

Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, siamo noi stessi a sceglierci le nostre convinzioni.  A volte ripetiamo più volte lo stesso pensiero, in modo quasi automatico. Questa tendenza a pensare in modo compulsivo e negativo è alla base dei nostri problemi emotivi. Ma un pensiero è pur solo un pensiero e può essere sempre modificato.

Anche il disprezzo di se stessi è solo un’idea e la  possiamo  trasformare: si tratta di diventare consapevoli delle credenze limitanti, degli schemi mentali inconsci, delle esperienze del passato che oggi ci limitano e ci condizionano impedendoci di accedere al nostro potenziale. Si apprendono strategie cognitivo e comportamentali per liberarsi dai sensi di colpa e dalle paure,  per riscoprire i propri valori e per programmare i propri obiettivi.

Riprogrammando la mente subconscia creando pensieri che migliorino l’immagine di sè aumenta la sicurezza personale.  Per fare questo è necessario spesso lavorare sugli eventi dolorosi impressi da molti anni nel subconscio, cercando di risalire alla causa che è all’origine del malessere, come a quelle situazioni infantili o adolescenziali che ancora bloccano e paralizzano, mediante metodi che agiscono a livello inconscio e che portano a rielaborare nella privacy della propria mente eventi del passato che sono stati causa di dolore e sofferenza.


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